Sanremo 2021: vince il rock dei Maneskin. A Willie Peyote e al duo Colapesce Dimartino, i Premi della Critica.

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Una finale è pur sempre una finale e ieri sera l’ultimo round sanremese è stato visto da 10milioni di telespettatori con uno share del 53,5%. L’ultimo round, di un incontro durato 5 giorni, dove è stato detto e scritto di tutto e di più e fino alla fine è stato circondato da polemiche. Spesso davvero sterili e che hanno portato i due conduttori a non stare più zitti, sfruttando proprio il palco dell’Ariston.

Se Amadeus l’ha presa alla lontana e in maniera anche diplomatica ringraziando l’intera squadra, dai tecnici, dall’Orchestra fino ai dirigenti per l’immenso lavoro svolto in una condizione surreale, colui che invece non le ha mandate a dire, togliendosi i sassi dalle scarpe, è stato Fiorello: “Faccio l’in bocca al lupo a quelli che verranno dopo: vi auguro questa platea piena di gente, ci dev’essere un pubblico che mangia, ospiti internazionali, un Festival pieno di gente, ma deve andare malissimo. Ve lo auguro. Io spero che vi vada male” .

In queste poche parole, dette tra un sorriso tirato ed una vera incavolatura, Fiore ha messo il punto sulla questione ascolti. E come dargli torto. Facile puntare il dito stando seduti in poltrona, ma in quanti avrebbero saputo far meglio in tali condizioni e senza una platea a supportarvi? Condurre per 5 sere per oltre 5 ore dinanzi a poltrone vuote destabilizzerebbe chiunque. Loro, Ama e Fiore, si sono fatti forza sull’unica cosa vera: la loro amicizia. Sapevano che in quella situazione assurda ne sarebbero potuti uscire solo contando l’uno sull’altro e sulla loro complicità che – pure nelle gag inutili, mostrava tutta la loro spontaneità. Non è semplice riempire tante ore di show.

La stima che Ama nutre verso il suo amico Fiore si è vista tutta quando gli ha consegnato – stra meritatamente – il Premio Città di Sanremo:Senza di lui – ha dichiarato commosso– questo festival non sarebbe stato possibile”. Standing ovation dell’Orchestra a rafforzare queste parole di Ama ed a sottolineare lo spirito di gruppo di questo Sanremo 2021.

Tutti coloro che hanno lavorato a questo Festival hanno vissuto un’esperienza unica che nessun altro – ci auguriamo – potrà mai più vivere. Il punto di forza di questa squadra è stato questo, la consapevolezza dell’unicità di questo evento. Ed ecco perché ad uno ad uno, ieri sera, non hanno avuto remore a esprimere il loro pensiero. Lo ha fatto Ibrahimovic, personaggio che non ho amato nelle 4 serate precedenti ma che ieri ha detto una cosa sacrosanta: “Il fallimento non è il contrario del successo, ma è una parte del successo” ed ha continuato “Se sbaglia Zlatan puoi sbagliare anche tu, l’importante è fare ogni giorno la differenza con impegno, dedizione, costanza, concentrazione. Ognuno di voi nel suo piccolo può essere Zlatan. Voi tutti siete Zlatan e io sono voi. Questo non è il mio Festival, ma il Festival dell’Italia intera. Grazie Italia, la mia seconda casa. Un insegnamento da tenere a mente sempre, quando non ci fanno sentire all’altezza di un compito.

Questo Sanremo è stato anche il festival dell’eclettico Achille Lauro che ha fatto parlare di sé per i suoi attesissimi quadri. Ogni sera io ho trovato la sua esibizione eccentrica sì ma geniale. Ma in questa finale si è superato spogliandosi da piume e paillette, rinunciando a strati di trucco e coreografie che riempivano la scena. Ieri sul palco è salito Achille. Ad introdurre il brano C’est la vie, il ballerino di danza classica Giacomo Castellana. Achille Lauro, a fine esibizione, ha mostrato una rosa sul petto con il sangue che ha iniziato a sgorgare mentre riecheggiavano le voci note di coloro che, in questi anni, non hanno lesinato parole negative. Ha spiegato: “Nell’ultimo messaggio, ho fatto riferimento alle parole, a quanto facciano male. Io me le faccio scivolare addosso, ma non tutti riescono a farlo”. Achille Lauro, ospite fisso di Sanremo 2021, riassume così la propria presenza al Festival e in particolare nell’ultima serata. “Ho provato a portare il mio messaggio che andasse oltre una semplice canzone, la musica è più dell’intrattenimento, ha cambiato la storia, io ho provato a portare messaggio di libertà davanti a tutti”.

Per me Achille Lauro è il vincitore morale di questo Festival di Sanremo, si è messo in gioco molto più di quanto occhi superficiali abbiano voluto vedere.

L’ospite più atteso ed il più imprevedibile, Ornella Vanoni ci ha deliziato con un medley dei suoi successi ed ha presentato, accompagnata da Francesco Gabbani, il singolo Un sorriso dentro al pianto. E non è mancata la sua stoccata a favore di Ama e Fiore: “Sono più importanti loro (l’orchestra ndr) del pubblico in sala perché loro conoscono la musica”.

Una breve ma intensa partecipazione quella della giornalista Giovanna Botteri che racconta l’inizio della pandemia invitando Ama a chiudere gli occhi: “Quello che c’è oltre la telecamera: vedi la gente, che è lì a guardarci con affetto, senti i cuori che battono e quel battito significa calore, affetto. Senti che chi ci segue da lontano ci vuole bene per come siamo, anche se siamo imperfetti, e questo ti dà la forza di non sentirti più solo, di capire che puoi farcela, devi farcela. E noi ce la faremo, sono sicura”.

Sul fronte ospiti, il trio Zarrillo/Vallesi/Fogli ha riempito i minuti dedicati al televoto esattamente come Dardust ha riempito i minuti prima della proclamazione dei vincitore. Chi si è ritagliato il suo spazio ed ha svegliato un po’, non l’Ariston vuoto ma il telespettatori, è stato Umberto Tozzi con il suo medley di successi.

Spesso chi entra da Papa spesso esce da Cardinale, ha ieri detto una collega. Ed è vero. Sembrava una vittoria annunciata quella di Ermal Meta ma invece si è dovuto accontentare del gradino più basso del podio. Sì perché – grazie al potere del televoto – dal 17° al 2° posto sono sbalzati la coppia Michielin e Fedez. Al primo posto – per la prima volta – una rock band, i Maneskin che sicuramente rappresenteranno degnamente l’Italia all’Eurovision Song il 22 maggio.

Leggendo con attenzione le diverse classifiche è evidente quanto i gusti e metodi di valutazione, siano diversi. La demoscopica ha tenuto ben saldo nella parte alta della classifica gli artisti più sanremesi mentre la Sala Stampa ha premiato i nomi noti del mainstream. Il problema del Festival, diciamolo, è il televoto. Un meccanismo che ancora non riesce ad essere del tutto trasparente e che ieri ha spinto il Codacons a richiedere il controllo dei voti dopo l’affaire Michielin/Fedez , mettendo “sotto accusa” l’appello della Ferragni ai suoi 22milioni di followers.

Ma veniamo ai premi. Una piacevole conferma c’è stata per Willie Peyote che si aggiudica il Premio della Critica Mia Martini mentre al duo Colapesce e Dimartino è stato assegnato il Premio della Critica Lucio Dalla. Ed ancora, Premio Sergio Bardotti per il miglior testo è andato a Madame mentre il Premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale ad Ermal Meta.

La classifica finale Sanremo2021

1 Maneskin

2 Francesca Michelin e Fedez

3 Ermal Meta

4 Colapesce e Dimartino

5 Irama

6 Willie Peyote

7 Annalisa

8 Madame

9 Orietta Berti

10 Arisa

11 La Rappresentante di Lista

12 Extraliscio feat. Davide Toffolo

13 Lo Stato Sociale

14 Noemi

15 Malika Ayane

16 Fulminacci

17 Max Gazzè

18 Fasma

19 Gaia

20 Coma _Cose

21 Ghemon

22 Francesco Renga

23 Gio Evan

24 Bugo

25 Aiello

26 Random

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