Terzigno, all’I.C.“G.Giusti“ evento virtuale sulla Shoah

0
1537

Oggi si conclude La settimana della Memoria, una settimana piena di eventi, carica di emozioni, che ha visto la partecipazione di tanti alunni interessati a conoscere il passato per non dimenticarlo. In modalità telematica, alcune classi della scuola media Giuseppe Giusti di Terzigno, la 1F, 3F, 1E, 3E, 3A e 2G grazie all’impegno delle professoresse Giugliano Auricchio Rosa, Virginia Padovano e Casillo Silvana sono riuscite a conoscere e a toccare con mano la grande sensibilità e umanità di Mario De Simone, fratello del piccolo Sergio De Simone vittima dei crimini della Shoah.
Mario di Simone non ha conosciuto personalmente il piccolo Sergio, morto a soli 7 anni con atrocità disumane, sue e nei confronti dei 20 angeli di Bullenhuser Damm, ha saputo però trasmettere a questi alunni della scuola media l’importanza di ricordare.
Non ha potuto vivere Sergio personalmente ma ha sempre sperato che il fratello potesse aprire la porta di casa e riabbracciarlo, per anni ha aspettato questo fin quando nel 1986 è stato chiamato ad Amburgo per la consegna del certificato di morte del piccolo Sergio.
Lì ad Amburgo ha conosciuto le sorti del fratellino e la storia ha scritto un’altra pagina nera e drammatica di quegli anni.
Sergio faceva parte di 20 angeli, 10 bambini e 10 bambine che sono andati incontro alla morte con un inganno “Chi vuole rivedere la mamma faccia un passo avanti”, il piccolo Sergio desideroso di poter finalmente abbracciare la mamma è andato però incontro al suo destino, un destino infame fatto di cattiveria, di atrocità che poi lo ha portato alla morte.
I ragazzi hanno posto delle domande intelligenti e sensibili a Mario, il quale ha risposto con grande cordialità e li avvicinati con sensibilità e maestria a questo tema così delicato della storia.
Si è parlato di banalità del male, della storia come maestra di vita, di perdono e di giustizia, ti argomenti non sempre facili, soprattutto a tanti anni di distanza.
“Secondo Albert Einstein il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma per quelli che osservano senza fare nulla. È stata l’indifferenza a generare la morte di tanti esseri umani?”
“Noi ragazzi ci siamo sempre chiesti se gli ebrei unendosi, avrebbero potuto reagire e ribaltare la propria sorte. Perché nessuno ha lottato a fianco di queste persone? Perché sono stati lasciati soli al proprio destino?”
Come si è sentito quando ha saputo delle sorti del suo piccolo fratellino?”
“Cosa direbbe oggi a Sergio se lo avesse accanto a sè?”
queste domande hanno avuto risposte puntuali e precise che hanno acceso nei ragazzi la speranza di un futuro migliore.
Mario ha ricordato l’importanza di essere persone migliori, di saper distinguere tra il bene e il male, di essere coraggiosi e giusti, di non essere indifferenti alle sorti di chi ci sta accanto. “…che si tratti di ebrei o di uomini su un barcone, sappiate fare la scelta giusta…” queste le sue parole più significative che lasceranno sicuramente germogliare in ognuno di quei ragazzi presenti all’incontro, il coraggio di non voltarsi dall’altra parte, di fare una scelta più forte e più giusta. Siate persone migliori.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here