La nuova meritocrazia? La decidono i social

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Si sa, ormai i social network, fanno quello che un tempo facevano le riviste blasonate o alcuni registi , nel lanciare le future stelle che avrebbero fatto parte dello star system. Ormai anche i famosi casting stanno andando in disuso. Molti hanno notato da parte dei direttori di rete, registi o produttori musicali ,un cambiamento radicale nello scegliere su quale personaggio costruire e puntare. A detta di molti internauti, tutto questo avviene a discapito di chi, per anni e anni, dedica studio, disciplina e sacrifici, per diventare una star.
Oltreoceano possiamo trovare molti casi analoghi, ma nel nostro bel paese, possiamo prendere come esempio lampante le influencer Giulia De Lellis e Marta Losito.

Non pochi giovani conoscono le due note star dei social, ma è molto probabile che tra pochi mesi a questa parte, anche i cosiddetti “adulti” possano conoscere questi due fenomeni del web .
Il perché è presto detto. Le due note influencer, Giulia De Lellis e Marta Losito, sono state scelte rispettivamente da Fabio Volo e dalla Disney, a prendere parte ai loro film che verranno proiettati nel grande schermo.

Giulia de Lellis: ventitré anni e quasi 5 milioni di seguaci su Instagram, è diventata celebre grazie a Uomini e Donne di Maria de Filippi, per poi imporsi sulle scene grazie ai social .
Marta Losito: influencer, youtuber, tiktoker, a soli sedici anni è seguita sui social da più di 2 milioni di persone.
Quest’ ultime sono state prese di mira , proprio nel loro territorio, cioè nei social, da internauti che mostrano sdegno per la loro ascesa , a parer loro, immeritata.

“L’ Italia della meritocrazia” tuona un titolo di un tik tok, postato da un utente, che in poche ore è diventato virale.
Molti bollerebbero queste video-polemiche come rappresaglie da parte dei cosiddetti haters. È curioso notare però che quest’ ultimi non si permettono di insultare , ma argomentano con calma le loro ragioni. “Noi studiamo per anni recitazione e dizione e una persona che ha fatto uomini e donne viene scelta per un film?!”
La risposta, o parte della risposta, è proprio in rete, ed è lì da parecchio tempo.
Veniamo da anni di like e visual che hanno cambiato non solo le priorità dello showbiz, ma anche il suo mercato.
I social ,ormai accessibili e fruibili a tutti, non premia affatto la profondità o la bellezza in sé, di una determinata cosa, ma ne premia solo la capacità di colpire o meglio la viralità di esso. Il termine “virale”, identifica infatti la capacità di un contenuto,bello o brutto che sia , di penetrare all’interno della mente umana, incentivando e favorendo la diffusione.
Chi avrebbe detto, dieci anni fa, che un balletto su un social cinese, avrebbe guadagnato più visualizzazioni rispetto ad una prima serata in diretta nazionale, ma ora ciò è possibile.
Viene da sé che ormai, i social, sono una garanzia di successo sia per i registi sia per le star del web, e se nonostante i tempi, in quel mondo non sei nessuno, hai veramente pochissime possibilità di farcela.
Qualcuno diceva che i social saranno sempre la più alta forma di meritocrazia , in quanto vieni scelto dal popolo. Ma da quello che sta emergendo ora dovremmo dunque trarre spunto e riflessione: È davvero cosi ?

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