Il personaggio azzurro – Milik, il centravanti che non sapevamo di avere

Arkadiusz Milik, professione goleador. Adesso può sembrare una definizione scontata, superflua, quasi banale, eppure qualche mese fa non era così

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Arkadiusz Milik, professione goleador. Adesso può sembrare una definizione scontata, superflua, quasi banale, eppure qualche mese fa non era così. Perchè il Napoli aveva un centravanti “rotto”, perchè De Laurentiis avrebbe dovuto riportare Cavani a casa o meglio Zapata o Piatek sarebbero stati più funzionali al progetto tecnico di Carlo Ancelotti.

Arke ha metabolizzato le critiche, rispondendo sul campo. 12 gol in 19 partite di campionato, praticamente 1 rete ogni 104 minuti giocati. Atalanta-Napoli è stata la notte in cui ha fatto innamorare di lui la Dea, ma Partenope ancora di più. Gli sono bastati 8 minuti, nel freddo dicembre di Bergamo, per firmare la rete dell’1-2 contro Gasperini, da sempre bestia nera della squadra azzurra.

Da questo momento in poi ha saputo colorare d’azzurro ogni sfumatura del suo talento, tirando fuori dal coniglio dei numeri mai mostrati prima. La punizione a Cagliari, quella casalinga contro la Lazio. Ma soprattutto è riuscito a vestire al meglio i panni di uomo squadra, pressando i difensori centrali avversari, andando a difendere a spada tratta sui calci piazzati contro. E’ diventato la versione migliore di se stesso, perchè adesso dialoga con i compagni di reparto e disegna cambi di gioco intelligentemente.

Pazienza, se a Liverpool non ha fatto urlare al gol il popolo napoletano. Ci sarà modo e tempo per colorare d’azzurro polacco altre notti d’Europa. Milik, il centravanti che, adesso, sappiamo di avere.

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